Enti Inutili
Agli inizi di luglio la Corte dei Conti – Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato con delibera n. 18/2007/G ha approvato un’interessante relazione che analizza e valuta cinquant’anni di storia della liquidazione degli enti pubblici italiani inutili .

Tanto per la cronaca, la soppressione degli enti inutili è norma che risale alla legge n.1404 del 04/12/1956. Scrive la Corte:

L’indagine, secondo quanto indicato nella citata delibera, prende a riferimento sia le modalità e gli esiti delle procedure di liquidazione di enti pubblici (stato di avanzamento, risorse affluite sul bilancio dello Stato, personale, patrimonio immobiliare, etc.), sia i costi della gestione di tali processi di cui è stato fino al 31 dicembre 2005 titolare l’Ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti (IGED) appositamente costituito nel 1957 presso la Ragioneria generale dello Stato. A partire dal 1° gennaio 2006, in base al decreto legge 15 aprile 2002, n.63, convertito con legge 15 giugno 2002, n.112, ed a seguito di apposita Convenzione, tale competenza è stata affidata a FINTECNA S.p.A., alla cui attività, limitatamente all’ambito della indagine, è stata estesa la presente relazione.

Scorrendo la relazione saltano fuori dei “numeri” che definire allucinanti è poco.
Anzitutto l’IGED un “elefante burocratico” esso stesso, cresciuto negli anni dal 1957 al 2000 sino ad arrivare alla bella cifra di 14 uffici di livello dirigenziale non generale aventi competenza trasversale (organizzazione, personale, archivi, relazioni esterne, etc.) o specifica (con assegnazione a 5 Uffici degli enti posti in liquidazione) per un totale di 224 dipendenti ed un costo annuo di gestione di circa 25 milioni di euro. Negli ultimi anni è stato drasticamente ridotto e dal 2006 di fatto soppresso esso stesso, per passare l’incarico a FINTECNA S.p.A, la quale, per proseguire l’opera, percepirà annualmente una cifra massima di circa 1,5 milioni di euro, peraltro sottoposta a revisione in virtù dell’opera effettivamente svolta nell’anno.

ANALISI DEI COSTI IGED

Tab. n. 1

ANNO

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

COSTO
TOTALE

in migliaia
di euro

25.269

25.417

15.915

11.528

6.622

7.025

7.805

ANNI
PERSONA

236

221

212

143

98

92

87

NUMERO DIPENDENTI

(al 31 dicembre)

224

211

196

99

95

91

85

Fonte: IGED – Ufficio controllo di gestione
 
Tab. n. 2 in migliaia di euro
ANNO

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

COSTO DEL PERSONALE

14.961

16.890

7.942

5.902

4.227

4.204

3.795

COSTI DI GESTIONE

9.949

7.679

7.037

4.574

1.318

1.851

3.270

COSTI STRAORDI-
NARI

140

58

0

0

4

3

-

AMMORTA-
MENTI

219

790

936

1.052

1.073

967

740

TOTALI

25.269

25.417

15.915

11.528

6.622

7.025

7.805

Fonte: IGED – Ufficio controllo di gestione

Cosa abbia prodotto l’IGED dal 1957 al 2000 lo dice in modo fin troppo chiaro questa tabella:

AVANZI E DISAVANZI DI GESTIONE (in euro)

ENTI CHIUSI NELL’ANNO

 

AVANZO DESTINATO AI C/C 21029e21108

DISAVANZO RIPIANATO DAI C/C 21029e21108

1957

12

20.753,33

726,23

1959

7

661.934,96

7.370,85

1960

7

118.508,93

6.389,67

1961

2

51.913,61

3.149.504,26

1962

3

245.280,79

 

1963

1

442.371,82

 

1964

1

 

137.729,87

1966

1

12.502,15

 

1967

1

424.542,54

 

1968

1

11.621,02

 

1969

2

5.846,08

 

1970

1

 

11.475,66

1971

2

 

16.192,37

1972

1

56.550,95

 

1973

2

96.185,38

 

1974

1

25,27

 

1978

1

20.325,13

 

1980

1

117.449,38

 

1984

2

8.590,74

 

1986

5

3.824.521,07

 

1987

4

243.801,88

 

1988

12

1.148.908,38

 

1989

12

235.734,73

36.932,25

1990

12

425.951,54

35.786,49

1991

32

1.196.655,90

305.204,21

1992

20

734.992,03

345.321,77

1993

52

3.093.685,23

143.072,52

1994

54

16.693.168,51

608.062,23

1995

55

4.821.496,18

7.825.074,74

1996

51

4.930.033,19

691.783,28

1997

65

5.831.095,38

1.244.881,15

1998

35

8.433.507,49

1.597.331,85

1999

32

16.919.469,40

783.027,59

2000

41

28.393.414,20

5.576.726,67

2001

45

9.228.014,95

4.035.881,63

2002

57

971.787,83

2.395.911,51

2003

11

 

431.838,49

2004

31

 

2.163.048,71

2005

19

 

1.356.964,85

Totale

694

109.420.639,96

32.906.238,8

Negli anni 1958, 1965, 1975, 1976, 1977, 1979, 1981, 1982, 1983 e 1985 gli enti chiusi sono stati ZERO.
Liquidare un ente potrebbe sembrare una faccenda non così complessa, ma pare non sia esattamente così: è invece fonte di continui problemi e contenziosi che si trascinano per anni ed anni davanti all’Avvocatura dello Stato. Per non parlare dell’alienazione degli immobili, che nel periodo 1957-2005 ha fruttato € 121.733.805,80 (le cartolarizzazioni sono cominciate solo nel 2001).

Al 31 dicembre 2005 l’IGED ha effettuato versamenti al bilancio dello Stato per € 957.082.139,08 rispetto agli € 102.094.387,26 risultanti sia dai dati forniti dallo stesso IGED in ordine ai versamenti sui conti correnti di tesoreria e sui capitoli, sia dalla ricostruzione dei bilanci effettuati dalla Corte.

Questa differenza è dovuta agli enti in via di definitiva soppressione, che sono per lo più casse mutue. Ciò che emerge è che comunque l’avanzo sin qui ottenuto probabilmente non ha coperto i costi di gestione annuali complessivi dell’intero baraccone.
Oltre a ciò

l’IGED ha comunicato di non essere in grado di precisare il numero di unità immobiliari prese in carico nel corso della sua pluridecennale attività (per corrispondere alla richiesta della Corte si dovrebbero consultare centinaia di faldoni degli archivi con risultati non sempre esaustivi).

Questo perchè nessun tipo di processo è mai stato informatizzato.
Molti di questi sono stati ceduti a trattativa privata (ma a quanto pare a costi in media superiori a quelli ceduti tramite asta): alcuni sono finiti in mani eccelenti.

CASA NOSTRA

La relazione prosegue con quanto realizzato da FINTECNA dal 2006 in poi (ben poco).

La Corte dei Conti fa inoltre notare come sia il precedente che l’attuale governo, pur avendo avuto delega dal Parlamento a più riprese per l’individuazione di una lista definitiva degli enti inutili, non abbiano nel concreto mai provveduto.

Ma la parte più “allegra” di tutta la relazione è forse costituita dagli allegati, in cui si ritrovano nomi di enti che sono l’espressione più vera dell’ormai leggendaria fantasia italica:


CONSORZIO PROVINCIALE TRA MACELLAI PER LE CARNI DI NAPOLI
AZIENDA MINIERE AFRICA ORIENTALE
ENTE COLONIZZAZIONE “VENETO D’ETIOPIA”
ENTE NAZIONALE ACQUISTI – IMPORTAZIONI PELLICOLE ESTERE
ENTE DI COLONIZZAZIONE “ROMAGNA D’ETIOPIA”
ENTE DI COLONIZZAZIONE “PUGLIA D’ETIOPIA”
ENTE NAZIONALE PER LA DISTILLAZIONE DELLE MATERIE VINOSE
CONSORZIO NAZIONALE TRA I DISTILLATORI DI SPIRITI DI SECONDA CATEGORIA
ENTE TURISTICO ALBERGHIERO DELLA LIBIA
ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE ECONOMICHE E POPOLARI NELL’AFRICA ORIENTALE ITALIANA
ENTE APPROVVIGIONAMENTO CARBONI
COMITATO CARBONI
ENTE NAZIONALE PER LA DISTRIBUZIONE DEI SOCCORSI IN ITALIA
GIARDINO COLONIALE E DI ACCLIMATAZIONE DI PALERMO
ISTITUTO DI INCREMENTO IPPICO DI CREMA
ENTE NAZIONALE PER L’EDUCAZIONE MARINARA
ISTITUTO DI INCREMENTO IPPICO DI FERRARA
OPERA NAZIONALE DI ASSISTENZA ALL’INFANZIA DELLE REGIONI DI CONFINE
FONDAZIONE PER GLI STUDI COTONIERI CON SEDE IN FIRENZE
UTENTI MOTORI AGRICOLI
CASSA SOCCORSO STRADE FERRATE SECONDARIE MERIDIONALI (NA)

oltre ad un numero pressochè sterminato di CASSE SOCCORSO e di CASSE MUTUE in ogni dove e per chiunque possiate immaginare.

Quando e se mai finirà tutto ’sto circo, quanto ci sarà costato davvero?

Nuntereggaepiù.


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